Premessa

Ho messo in rete questo lavoro per condividerlo con alcuni amici. Tuttavia, non nego l’accesso a chiunque capiti qui per caso o a coloro che, rinunciando all’azione per età o per l’eccessiva corruzione che corrode la nostra Repubblica, non potendo rimanere il loro animo in ozio, s’immergono nello studio dei classici sperando di avere qualche degno conforto ai propri dolori.

Tutti i testi sono tradotti in italiano ma non ho seguito le mode attuali, ultimamente in uso persino in alcuni istituti universitari che ricorrono a software con algoritmi intelligenti per tradurre le lingue. Non vi è algoritmo che possa  tradurre la sensibilità artistica di un grande autore latino, dato il rapporto molto stretto fra semantica, semiologia, logica, psicologia, antropologia linguistica e quant’altro.

Il sito sarà continuamente aggiornato. Alle mie traduzioni, “fatte a mano”, ne aggiungerò altre e sto già riportando altre traduzioni disponibili su Internet (brani delle Confessiones, sito Agostiniani, della Summa Theologiae, padre Tito Centi, del Codex Iuris Canonici, sito del Vaticano, ulteriori brani citati nella pagina Fonti) Anche queste, ovviamente, sono traduzioni “fatte a mano”, prelevate da fonti ufficiali, riportate in gran parte intatte, qui aggiunte per offrire un ventaglio di confronto relativamente alla traduzione (letterale libera, a senso, comunque sempre fedele e affidabile) dello stesso termine latino usato con accezioni diverse da grandi autori che incarnano il concetto di identità culturale.

La mole di dati inseriti è tale che la ricerca di alcuni termini può produrre fino a 8000 risultati. Ovviamente ho programmato un numero meno esagerato per una comparazione più immediata.

I brani riguardano soprattutto temi drammaticamente attuali che consentono di storicizzare il presente e attualizzare il passato. Già nelle pagine riportate, digitando ad esempio un termine nei suoi casi, generi e numeri (es. adoptionis o adoptiones o adoptione, ecc. e così per iustitia filius, ecc.) si potrà notare quanto ci stiamo allontanando dalle nostre radici.

Iustitia est constans et perpetua voluntas ius suum cuique tribuendi, così comincia la grande opera giuridica voluta da Giustiniano, La Giustizia è la costante e perpetua volontà di dare a ciascuno il diritto che gli spetta. Ristoro per il corpo e musica per l’anima!

Atque utinam res publica stetisset quo coeperat statu nec in homines non tam commutandarum quam evertendarum rerum cupidos incidisset. Con animo distrutto, così scriveva Cicerone al figlio Bruto: Avesse voluto il cielo che la repubblica si fosse mantenuta nella sua iniziale condizione e che non fosse venuta nelle mani di uomini bramosi non tanto di rinnovarla quanto di distruggerl. Manifesta infinita nostalgia per il passato ma soprattutto tanto dolore per il trionfo della corruzione e la decadenza dei costumi. Si ha l’impressione che sia stato scritto oggi.

Felice Massaro

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